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KJERSTI SUNDLAND
Habitat
a cura di Alessandra Pioselli
opening 14 ottobre 2004 ore 18.30
15 ottobre > 14 gennaio 2004
martedì > venerdì 15.30 >19.30
Kjersti Sundland, norvegese, presenta il suo lavoro per la prima volta in Italia.
Habitat (2004) è una videoinstallazione formata da un video proiettato su due pareti e da quattro disegni digitali.
Habitat è un luogo ambiguo condiviso da uomini e animali. Una stanza chiusa, un uomo dorme, un cane anche. La videocamera passa dal cane all’uomo e viceversa, mentre un televisore acceso manda immagini distorte. La sequenza è costruita attraverso quattro differenti video “incollati” l’uno all’altro, con l’effetto di un’unica immagine panoramica. Ad un certo punto la videocamera si avvicina allo schermo del televisore, che diventa a tutto campo: il segnale distorto che trasmetteva si concretizza in immagini dello Zoo e della metropolitana di Berlino, mixate assieme. La scena è disturbata, sporca, come se il segnale arrivasse ad intermittenza da una videocamera da sorveglianza. Attraverso un uso sofisticato delle tecnologie digitali, rielaborando a computer immagini e suoni (voci e frammenti sonori), l’artista crea una realtà sospesa: uomini e animali abitano uno spazio incongruo, realtà e sogno, identità e comportamenti si confondono. Proiettate in scala 1:1, le immagini conducono lo spettatore all’interno di un mondo incerto.
Kjersti Sundland si serve di tutte le possibilità di manipolazione delle immagini, studiando il potere degli effetti speciali, per creare situazioni di disagio e inadeguatezza. Nelle sue precedenti videoinstallazioni figure umane si muovevano entro paesaggi artificiali, creati a computer, che le ingabbiavano e trasformavano in grotteschi manichini, ibridi a metà tra realtà umana e animale. Freak, mostri, persone costrette in comportamenti stereotipati, in mondi falsi, virtuali, preda di pulsioni scorrette, a volte ammiccanti e seducenti.
Nelle videoinstallazioni di Kjersti Sundland è ambigua la linea tra immagini manipolate e realtà. Il linguaggio dei media e della tecnologia è, per l’appunto, restituito come luogo dell’anomalia, come realtà che costringe a metamorfosi qualsiasi cosa con cui viene a contatto.
Kjersti Sundland è nata nel 1972 a Bergen (Norvegia). Vive e lavora a Oslo e Berlino.
Ha studiato al Royal College di Londra, alla Coventry University e alla National academy of arts di Oslo.
Nel 2001 ha vinto il Digital media award dell’Atelier Nord media Lab.
Con il contributo di O.C.A. Office for contemporary art Norway
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