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Works

 

 


VLATKA HORVAT
ANA PRVACKI

Out on a Limb/... and then she said
curated by Jovana Stokic

OPENING in occasione del week end dell’arte organizzato da Start Milano

VENERDÌ 18 SETTEMBRE 2009 ORE 18.30 > 22.00
SABATO 19 SETTEMBRE ORE 12.00 > 21.00 – DOMENICA 20 SETTEMBRE ORE 12.00 > 19.00

Nei suoi video, fotografie, performances e opere su carta, Vlatka Horvat, artista residente a New York, ha esplorato assenza, memoria, e occultamento giustapponendo alle componenti di un dato sistema, come il corpo umano, lo sfondo del mondo in generale. L'artista crea un ambiente sconcertante di immagini proiettate, di oggetti trovati e modificati, e di "proposizioni" architettoniche, in cui il corpo e lo spazio che esso occupa, vengono presentati come siti di delirio, collasso, e frammentazione, pur offrendo nel contempo un modello alternativo per reinvenzione, resistenza e gioco.
Le opere di Ana Prvacki assumono la forma di progetti e imprese disparati che configurano in performance l'estetica dei consumatori e lo stile popolare allo scopo di investigare la nostra sempre più dematerializzata economia dei servizi e delle idee. Nel 2003, Prvacki ha fondato Ananatural Production, una consulenza per un’innovazione dello stile di vita che unisce riferimenti concettuali, questioni contemporanee e diversi modi di comunicazione per la distribuzione di idee, contenuti e istruzioni per diversi tipi di esperienze. Le installazioni di Prvacki sono spesso partecipative, promuovendo e fornendo prodotti e servizi al pubblico, come il riciclaggio di denaro in “The Money Mountain” (2008), dove ha “lavato” i soldi del pubblico. Per la Biennale di Sydney, Prvacki ha esplorato la prestazione di un servizio - eliminando il dolore. Suona e si esercita con il suo flauto generando saliva. Attraverso un semplice processo alchemico, la saliva raccolta viene trasformata in uno speciale analgesico derivato musicale.

In her videos, photography, performances, and works on paper, New York-based artist Vlatka Horvat has explored absence, memory, and concealment by juxtaposing the component parts of a given system, such as the human body, against the backdrop of the world at large. The artist creates an uncanny environment of projected images, modified found objects, and architectural “propositions” in which the body and the space it occupies are presented as a sites of delusion, collapse, and fragmentation while still offering an alternative model for reinvention, resistance, and play.
Ana Prvacki’s works take the form of varied projects and enterprises that draw on performance, consumer aesthetics and popular style to investigate our increasingly dematerialised economy of services and ideas. In 2003, Prvacki founded Ananatural Production, an innovation and lifestyle consultancy combining conceptual concerns, contemporary issues and various modes of communication to distribute ideas, recipes and instructions for various types of experience Ana Prvacki’s works take the form of varied projects and enterprises that draw on performance, consumer aesthetics and popular style to investigate our increasingly dematerialised economy of services and ideas. In 2003, Prvacki founded Ananatural Production, an innovation and lifestyle consultancy combining conceptual concerns, contemporary issues and various modes of communication to distribute ideas, recipes and instructions for various types of experience. For the Sydney Biennale, Prvacki explored the provision of a service – eliminating pain. She plays and practises her flute to Prvackigenerate saliva. Through a simple alchemical process, the saliva is collected and transmuted into a special, music-derived painkiller.

 

 

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